Quando mi è stato chiesto di partecipare a questa serata… al buio, ho detto di sì senza esitare. Non sapevo bene cosa mi aspettasse, ma ho pensato che, in fondo, ognuno di noi ha attraversato momenti così: scelte fatte senza avere tutte le risposte, percorsi iniziati da uno zero. E allora, eccomi qui.
Perché lo zero non è il vuoto, ma l’origine. È l’attimo prima della partenza, il respiro prima del salto, il silenzio prima di una parola che può cambiare tutto.
Lo zero è anche quel punto in cui la vita, a volte, ci riporta. Quando tutto sembra svanire, ci si ritrova lì: all’inizio. Ma anche dal nulla si può rinascere.
E così, pensando a questo tema, ho ripensato a me bambina.
A quel tempo in cui tutto sembrava possibile e una fiaba poteva guarire una giornata storta.
E oggi, in un tempo in cui relazioni, parole e gesti sembrano ferirsi più che accogliersi…
Ho pensato che forse è proprio da lì che dovremmo ripartire. Dallo sguardo pulito di un bambino, da una fiaba che non chiede giudizio, ma solo ascolto.

«A volte la vita ci obbliga a ricominciare da zero.
Non per scelta, ma perché qualcosa si spezza. O semplicemente… cambia.
Anche per me è stato così. Ma ho scoperto che proprio dallo zero, da quel punto apparentemente vuoto, possono nascere cose inaspettate.

Quella fiaba che vi ho letto è nata dal dolore, ma anche dal desiderio profondo di trasformarlo in qualcosa che potesse raggiungere gli altri, senza ferire.
È un invito a guardarci con più gentilezza, a rispettare i tempi e le fragilità degli altri, e ad accogliere le nostre.
Perché in fondo, ognuno di noi cerca solo questo: uno spazio dove essere visti senza dover essere perfetti.

Un ringraziamento particolare ad Alessandra e Andrea di Ideeinscena che hanno abbracciato i nostri progetti e ci accompagnano ogni giorno nel nostro cammino.






