Quando nello specchio dei figli vediamo le nostre aspettative

Incontro di sostegno per faniliari con la dottoressa NIKLA BENE

Un incontro di sostegno e consapevolezza per genitori e familiari di persone con Disturbi del Comportamento Alimentare.

A volte l’amore si esprime attraverso ciò che speriamo per i nostri figli.
Ma senza accorgercene, queste aspettative possono diventare uno specchio deformante, in cui i ragazzi faticano a riconoscersi.

Questo incontro nasce per offrire uno spazio sicuro di ascolto, dove poter guardare con delicatezza ciò che proiettiamo e ciò che realmente appartiene ai nostri figli.

Parleremo di:

  • come le aspettative possono trasformarsi in pressione
  • come riconoscere ciò che è nostro e ciò che è loro
  • come sostenere senza controllare
  • come lasciare spazio all’identità, al tempo e alla fragilità

Perché ogni figlio ha diritto di essere visto per ciò che è,
non per ciò che qualcuno spera che diventi.

Lasciami essere me

Quando nello specchio dei figli vediamo le nostre aspettative

Questo incontro nasce dal bisogno profondo di creare uno spazio di ascolto e consapevolezza per genitori e familiari di persone che convivono con un Disturbo del Comportamento Alimentare.

Spesso le aspettative nascono dall’amore, dal desiderio di proteggere e di vedere felici i nostri figli.
Ma a volte, senza rendercene conto, diventano una pressione silenziosa, uno sguardo che pesa, uno specchio che non riflette chi sono davvero.

“Lasciami essere me” è un invito a fermarsi, a guardare con delicatezza ciò che portiamo dentro:
le nostre paure, i nostri sogni incompiuti, i bisogni di controllo e di rassicurazione che, senza volerlo, possono ricadere su chi amiamo.

Durante l’incontro verrà offerto uno spazio sicuro in cui:

  • riconoscere il peso invisibile delle aspettative
  • distinguere ciò che appartiene ai genitori da ciò che appartiene ai figli
  • trasformare la pressione in presenza
  • riscoprire un modo di amare che lascia spazio e respiro

Perché la cura non passa solo dal cibo o dai comportamenti,
ma anche dallo sguardo con cui ci vediamo e ci facciamo vedere.

Ogni figlio ha diritto di essere riconosciuto per ciò che è,
non per ciò che qualcuno spera che diventi.

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