Sai cosa significa combattere una guerra che nessun altro vede? Una guerra silenziosa, che si consuma dentro di te, ogni singolo giorno. Una guerra contro il cibo. Contro lo specchio. Contro i numeri. Ma, più di tutto… una guerra contro me stessa.
È strano, vero? Essere il nemico e la vittima allo stesso tempo. Un giorno mi guardo allo specchio e vedo qualcosa che non va. Troppo. Troppo poco. Mai abbastanza. E allora inizia il controllo, il conteggio, il confronto. Mi dico che posso farcela, che posso resistere. È solo una questione di forza di volontà, giusto? Ma quando la fame urla dentro di me, quando il bisogno di riempire il vuoto diventa insopportabile, allora cedo. E subito dopo… il senso di colpa mi divora.
Mi chiedo: perché? Perché mi tratto così? Perché non riesco a fermarmi? È come se ci fosse una voce dentro di me che mi sussurra che non sono abbastanza, che non merito il cibo, che il mio valore dipende da quel numero sulla bilancia. E io ci credo. Perché? Perché quella voce sembra più forte della mia.
Ma sai cosa? Voglio smettere di combattere. Voglio deporre le armi. Voglio guardarmi allo specchio e vedere una persona, non un campo di battaglia. Voglio nutrire il mio corpo senza sensi di colpa, voglio amare chi sono, voglio essere libera.
C.






