Come sabbia tra le dita

Ogni mattina mi sveglio con una sensazione che non riesco a spiegare, come se ci fosse una voce dentro di me che mi sussurra che non merito niente. Non merito di essere felice, non merito di mangiare, non merito di stare bene. È come se tutto quello che faccio, ogni gesto, ogni sorriso, non fosse mai abbastanza per riempire quel vuoto dentro. E più cerco di afferrare un senso, più sembra sfuggire, come sabbia tra le dita.

Ho imparato a vivere con questa paura, a conviverci ogni giorno. Non è facile, credetemi. Mi guardo allo specchio e vedo un corpo che non mi appartiene, che non mi piace, che non è mai abbastanza. Ma quello che davvero fa male non è il mio corpo, è il pensiero che mi accompagna, che mi dice che non sono degno. Non sono degno di amore, di cura, di compassione. E così, per punirmi, per cercare di dimostrare a me stesso che sono meno di quello che sono, ho iniziato a rifiutare il cibo, a controllare ogni cosa che mangiavo. È diventato un modo per sentirmi in controllo, per fare qualcosa che mi dicesse che, finalmente, ero io a decidere qualcosa nella mia vita.

Ma non è mai abbastanza. Ogni volta che penso di essere riuscito a raggiungere qualcosa, c’è sempre quella voce che mi dice che non merito ciò che ho fatto, che non sono abbastanza, che posso sempre fare meglio, ma che non arriverò mai a essere quello che voglio essere. Ogni piccolo successo diventa insignificante, perché il pensiero di non meritare nulla continua a tormentarmi.

E così continuo a combattere contro me stesso, contro una parte di me che non riesce ad accettare che la mia vita ha valore, che io ho valore. Ho paura di essere visto, ho paura di chiedere aiuto, perché penso che non meriti il sostegno che gli altri mi offrono. Mi sento come se fossi invisibile, come se il mio dolore non fosse abbastanza per far sì che qualcuno mi guardi veramente, senza giudizio.

Ma dentro di me, in qualche angolo nascosto, so che c’è una parte che vuole credere che non è così, che merita di essere amato, che merita di guarire. Non so ancora come fare per lasciar andare quella paura, quella sensazione di non essere mai abbastanza, ma so che c’è una possibilità di cambiamento. Ogni giorno è una sfida, ogni piccolo passo è una battaglia vinta, anche se sembra insignificante.

Non so se riuscirò a credere davvero che merito qualcosa, ma voglio provarci. Voglio provare a vedere me stesso per quello che sono veramente, non per quello che penso di non essere. E forse, un giorno, riuscirò a sentire che anche io merito di essere felice, che merito di stare bene, che merito di vivere senza questa paura costante che mi soffoca.

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