Oggi, presso l’Istituto scolastico Don Bosco di Borgomanero, è stata inaugurata una Panchina Lilla, simbolo di sensibilizzazione contro i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), per ricordare Camilla, una giovane ragazza scomparsa a soli 17 anni a causa di queste malattie spesso invisibili e sottovalutate.
L’iniziativa rientra nel progetto nazionale promosso dall’Associazione Ananke Family APS, che mira a tenere viva l’attenzione sui DCA attraverso la presenza di panchine color lilla — il colore simbolo di questa battaglia — in luoghi pubblici e scolastici. Questi spazi vogliono diventare punti di riflessione, sostegno e contatto per chi è in difficoltà.
La panchina inaugurata oggi porta con sé un significato ancora più profondo: rappresenta un impegno concreto verso la prevenzione, l’informazione e la creazione di una rete di supporto coinvolgendo istituzioni, professionisti e soprattutto i giovani.
Un sentito ringraziamento va a Morena Gentina e Andrea Pastore, artefici di questa installazione così significativa, e a tutti i familiari che, ogni giorno, lottano per ritrovare la luce, affrontando con coraggio e dignità la difficile realtà dei disturbi alimentari.
Accanto alla panchina, una targa riporta i loghi del Comune e dell’Associazione, un QR code con i contatti utili e una frase ispiratrice: un piccolo gesto che può fare la differenza per chi, sedendosi lì, ha bisogno di guardare oltre il corpo e riscoprire il valore dell’anima. “L’unico peso da alleggerire è quello del cuore”


A Morena e Andrea
(da chi conosce il dolore e cammina nella stessa nebbia)
Conosco quella nebbia che avvolge ogni cosa,
che confonde il giorno e spegne le notti.
Conosco il silenzio che urla nella mente,
e la voce rotta nel cuore
di chi guarda una figlia perdersi,
senza poterla afferrare.
So com’è restare a margine
mentre lei stringe la mano alla malattia,
che si fa compagna, rifugio e prigione.
So quanto pesa la colpa,
anche quando non ne abbiamo alcuna.
E quell’impotenza,
che scava dentro come una pioggia insistente.
Ma so anche, profondamente,
che l’amore che portate
è più forte di qualsiasi oscurità.
Che la vostra forza, anche nei giorni più fragili,
è una luce che resta accesa,
e che vostra figlia, anche se ora non lo sa,
sta seguendo.
Vorrei potervi stringere,
senza dire nulla,
solo per farvi sentire che non siete soli.
Che chi vive lo stesso dolore
può riconoscere i vostri passi,
e camminare accanto a voi
in silenzio, ma con il cuore.
C’è ancora luce, anche se lontana.
E un giorno, vi prego di crederlo,
arriverà l’alba.
E sarà anche vostra.






