“Dietro la maschera impeccabile c’è un’anima che urla in silenzio, intrappolata tra il bisogno di essere accettata e la paura di mostrarsi fragile.”

22 novembre 2025 – Incontro di sensibilizzazione e prevenzione sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) Villa Gardenghi – Crivelli – Trezzo sull’Adda (MI)

Il progetto “Maschere di perfezione: l’inganno dei disturbi alimentari” nasce con l’intento di sensibilizzare il pubblico sulla realtà nascosta dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA). Il titolo del progetto vuole mettere in evidenza come i DNA, spesso visti superficialmente come semplici “problemi di peso” o “problemi estetici”, siano in realtà una profonda e dolorosa lotta psicologica che coinvolge l’identità, la percezione di sé e il bisogno di controllo. I disturbi alimentari agiscono come vere e proprie “maschere di perfezione” che nascondono una sofferenza interiore spesso invisibile, ma altrettanto devastante.

L’obiettivo del progetto è rompere il silenzio che circonda i DCA e aiutare le persone a comprendere che dietro il controllo ossessivo del cibo, la ricerca di una perfezione irraggiungibile e la distorsione dell’immagine corporea si nasconde una profonda crisi emotiva e psicologica. Spesso, chi soffre di un disturbo alimentare si rifugia dietro una maschera di perfezione per cercare di rispondere a pressioni sociali, familiari o personali, ma questo “inganno” finisce per danneggiare l’individuo a un livello profondo, portando a un continuo senso di insoddisfazione e a un ciclo di auto-rifiuto.

Obiettivi e finalità

  • Rompere il silenzio e lo stigma: promuovere una comprensione rispettosa dei DNA come disturbi complessi, non “capricci” o soli “problemi di peso”.
  • Crescere la consapevolezza: far conoscere cause, segnali precoci e fattori di rischio (pressioni sociali, perfezionismo, body shaming, ritiro sociale).
  • Orientare all’aiuto: informare sui percorsi di cura e sulle risorse del territorio, facilitando la richiesta di supporto.
  • Sostenere le famiglie: offrire strumenti comunicativi per un accompagnamento non giudicante e competente.
  • Mobilitare la comunità: attivare reti tra cittadini, scuole, servizi sanitari e associazioni per una prevenzione continuativa.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked*