23 maggio 2025 ore 20.30 – Istituto Tecnico Economico “TOSI”

 Aula Magna -Viale Stelvio 173 – BUSTO ARSIZIO (VA)

INCONTRO DI SENSIBILIZZAZIONE E PREVENZIONE SUI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE E DELLA NUTRIZIONE

“Siamo perfetti, nelle nostre imperfezioni”. Paul L. Hewitt

Accettare l’imperfezione significa accettare l’unicità e la diversità. La perfezione esclude, l’imperfezione è inclusiva.

Spesso abbiamo paura di sentirci disconnessi dagli altri, il timore che se la cosa di cui ci si vergogna sarà scoperta dalle altre persone io non meriterò più il rapporto con loro e loro potranno interrompere il nostro rapporto.

Il concetto di vergogna è spesso legato ad un aspetto del nostro carattere o del nostro corpo: “Visto che ho quel difetto, non merito l’amore e la stima degli altri”.​

Sovente c’è una frase che vaga nella nostra testa:​ – Non valgo abbastanza. Non sono abbastanza magro, bello, ricco, intelligente, bravo, interessante, alla moda… Non sono abbastanza.

Quando abbiamo questi pensieri, ci sentiamo vulnerabili, fragili, e sentiamo di non poter meritare l’amore degli altri.

Chi vuol dimostrare a tutti i costi di essere perfetto e non accetta la propria imperfezione e ne prova vergogna, non sarà capace di accettare l’amore degli altri e non riuscirà a sentire senso di appartenenza nei loro confronti.

Il coraggio di amarsi e di accogliere la ricchezza dell’ imperfezione.

La vita non è perfetta, noi non siamo perfetti. La perfezione è un ideale che illude, la vera ricchezza è nell’imperfezione. Altrimenti la tensione al cambiamento, al miglioramento e alla trasformazione non avrebbe luogo di esistere.

La vita, così come l’uomo, è in continuo divenire.
Accogliere noi stessi, l’altro, la vita stessa e ciascun elemento esistente, nelle proprie imperfezioni equivale a compiere una capriola di coraggio verso la libertà e la creatività. Equivale a compiere un gesto di amore per noi stessi. Solo quando riusciremo a comprendere che tutto ciò che ci circonda è straordinariamente imperfetto, potremo uscire dall’impotenza, dalla svalutazione e dall’inadeguatezza.

Siamo unicamente Noi, con la nostra storia, la cui immagine, racconta luci e ombre, macchie e colori. E non esiste nell’universo intero una immagine uguale. E’ unica e imperfetta, per questo un’opera straordinaria di grande valore.
Siamo autenticamente Noi, così speciali, solo se siamo straordinariamente imperfetti.
Siamo autenticamente Noi, se troviamo il coraggio di amarci felicemente come esseri umani e imperfetti nella nostra straordinaria indiscutibile unicità.

L’accettazione è un processo interiore molto profondo e difficile. Bisogna avere coraggio e mettere in gioco le nostre emozioni perché, per potersi accettare, è necessario riportare alla luce dolori e sofferenze, il che implica il provare frustrazione per qualcosa che avevamo messo da parte e che torna a galla.

‍L’accettazione, per diventare concreta, richiede molti sforzi che risultano dolorosi, perché impongono uno sforzo cosciente e la messa in gioco delle emozioni e dei ricordi più profondi collegate ad esse.

‍Quando la situazione che ci disturba è interiore, il nostro essere viene inevitabilmente coinvolto e, negare questa dinamica, non fa che complicare la situazione. Accade infatti che una parte della nostra personalità combatta con l’altra, nel tentativo di distruggerla o negarla. L’Ego o l’Io si ribellano al corpo che si sentirà scisso, sminuito e ridotto ad un sentire limitato. 

‍Quando il giudizio e il rifiuto del proprio vissuto prendono il sopravvento non si può avere consapevolezza. Essere consapevoli vuol dire essere attivi nelle proprie esperienze per poter avere uno sguardo profondo ed emotivo che significa perdonare e sostenere sé stessi.

“Non c’è luce senza ombre e non c’è pienezza psichica senza imperfezioni. La vita     richiede, per la sua realizzazione non la perfezione, ma la pienezza. Senza l’imperfezione non c’è progresso, né crescita”. Carl Gustav Jung

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