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Le nostre storie

200 CHILI PER ESISTERE

Sin da piccolo sono stato un bambino sovrappeso, che col tempo è diventato obeso. Nel 2011 ho superato i duecento chili e mi sono rivolto al San Raffaele dove mi è stato detto che l’unica valida soluzione sarebbe stato un intervento di chirurgia bariatrica. Mi

Restauratrice di Anime

Ho una formazione artistica e ho convogliato la mia arte e la mia voglia di usarla come aiuto formandomi come arteterapeuta. Lavoro a Villa Miralago da quando ha aperto e ho creato quello spazio dedicato, ad uso esclusivo, che noi chiamiamo atelier; luogo raccolto ed

Sara

Adesso che sto a Villa Miralago da ormai due anni e mezzo mi sento distaccata dalla realtà ed hopaura del mondo esterno. So che prima o poi dovrò tornare, e ne sono spaventata, perché nonsono stata capace di coltivare i rapporti con gli amici e

Il linguaggio del rifiuto e del niente

“No, non voglio mangiare”. “No, non voglio ingrassare.” “No, non voglio amare.” “No, non voglio crescere.” “No, non mi voglio curare.” “No, non ho fame.” “No, non mi piaccio.” “No, non voglio pensare.” “No, non ho alcun bisogno.” “No, non ho nulla da dire.” Il

VORREI MOSTRARE LA MIA ANIMA

I miei problemi con il corpo e il cibo risalgono all’epoca delle elementari, già in quegli anni ho avuto a che fare con le prime diete e i primi medici, che non hanno fatto altro che convincermi che il mio corpo era qualcosa di sbagliato

LA SOLITUDINE DI MONIA

Tutto è cominciato tre anni fa, Giada era ormai cresciuta e non mi permetteva di vederla senza vestiti.Io sono Monia, sua madre, avendo notato che era dimagrita, con la scusa di controllare la suaschiena che in passato aveva avuto qualche problema, sono entrata in bagno

LARA

“La mia vacca svizzera”, così mi ha chiamata un giorno il ragazzo a cui mi ero aggrappata, laceratadal dolore per la perdita di mia nonna, nel 2010. Da quel giorno anche il suo fratellino mi ha chiamatain questo modo. In realtà tutta la sua famiglia

GIANMARIA

Sono Gianmaria, non mi è facile raccontare di me. La mia malattia mi accompagna ormai da più divent’anni e per me è stato difficile accettare che quello che consideravo il mio modo di essere fossein realtà un disturbo serio.Sono andato via di casa all’inizio dell’Università,

LUDOVICA

Accogliere l’amore è un’impresa ardua quando non ti ami, ti convinci che in te esista qualcosa di sbagliato, feroce, che logora gli altri e ti destina al fallimento. Se non ti ami, giudichi e giudicherai chi ti ama sempre come uno stolto, solo perché desidera

La trappola dei disturbi mentali

Sono Chiara, una ragazza timida, introversa, ma allo stesso tempo empatica verso gli altri.Col tempo ho indossato una maschera che pian piano si è diventata parte di me. Mi chiudevo sempre di più, nascondevo tutto agli altri e a me stessa.Tutto iniziò, in modo inconsapevole,